Glossario Bonsai
A
Acariosi: patologia dovuta ad attacco di Acari; i
sintomi sono l’ingiallimento e la caduta delle foglie.
Acidofila:
pianta che vive in terreni acidi, con pH inferiore a 7 (Azalea, Camelia,
ecc.)
Aghiforme: (a
forma di ago) tipiche foglie dei Pini, Cedri, Abeti e di altre conifere.
Anticrittogamico:
(o funghicida) preparato specifico per la cura delle patologie dovute
all’infestazione di funghi parassiti (oidio, fumaggine, marciume, ecc).
Apice:
estremità superiore di una pianta, ma in generale anche la parte
terminale dei rami e delle radici.
Auxine:
famiglia di ormoni vegetali che favoriscono la cicatrizzazione dei
tessuti, lo sviluppo di nuova vegetazione ecc.
Azoto: uno dei
tre macroelementi, contenuti in tutti i concimi (Azoto, Fosforo,
Potassio). L’Azoto favorisce lo sviluppo generale della pianta.
B
Batteriosi: patologia dovuta a batteri, in genere letale
per la pianta.
Branca:
ramificazione principale, che si diparte dal tronco.
C
Caducifoglia:
pianta che perde le foglie in inverno.
Callo:
rigonfiamento dei tessuti vegetali, provocato dalla cicatrizzazione.
Cambio: zona
sotto la corteccia, nella quale avviene la produzione dei tessuti che
determinano l’ingrandimento del tronco e dei rami.
Capillari:
radici terminali, sottili come capelli, che assolvono alla funzione di
assorbimento delle sostanze nutritive contenute nel terreno.
Capitozzatura:
asportazione della parte superiore di una pianta mediante il taglio del
tronco, che può rimanere anche privo di ramificazioni.
Carenza:
mancanza di elementi nutritivi nel terreno; in genere è riferita ai
microelementi (ferro, magnesio, boro ecc.)
Chelato: =
provvisto di chele. Minerale che si lega alle altre molecole, per mezzo
di strutture simili alle chele di un granchio.
Chioma: parte
aerea della pianta, consistente in rami, foglie, fiori e frutti.
Cimatura:
asportazione delle gemme apicali, effettuata per stimolare lo sviluppo
delle gemme dormienti e il conseguente infoltimento dei rami.
Clorofilla:
pigmento verde, presente nei tessuti fogliari; serve alla pianta per
catturare l’energia luminosa necessaria alla fotosintesi.
Clorosi:
patologia (dovuta, in genere, alla carenza di ferro) che provoca
l’ingiallimento delle foglie.
Colletto: zona
del tronco a contatto con il terreno.
Conicità:
canone estetico presente in tutti gli stili bonsai, consistente nella
tendenza a ricercare la forma conica nel tronco, nei rami e nella
struttura generale del bonsai.
Conifere:
alberi resinosi con foglie ad aghi o squame (Pini, Cedri, Abeti e altre
conifere).
Crenato:
margine della foglia con dentellature arrotondate.
Crittogama:
patologia dovuta a funghi parassiti, come Oidio, ruggine, marciume, ecc.
Cultivar:
varietà di pianta ottenuta per coltivazione. Viene indicata dopo la
specie, tra virgolette; es. Acer
palmatum "Deshojo"
D
Decidua:
foglia che cade nel periodo di stasi vegetativa (inverno).
Defogliazione:
tecnica consistente nell’asportazione totale dell’apparato fogliare, per
indurre la pianta a generare nuove foglie dalle dimensioni ridotte. Si
effettua in maggio-giugno.
Dilavamento:
perdita delle sostanze nutritive contenute nel terreno, provocata dalle
eccessive annaffiature.
Dioico: pianta
che presenta caratteristiche sessuali uniche; opposto a Monoico: pianta
che produce fiori provvisti di organi sessuali maschili e femminili
insieme.
Distico:
dicesi di organi disposti alternativamente a destra e a sinistra
dell'asse generatore (es. le foglie del Tassodio)
Drenaggio:
sistema di deflusso dell’acqua in eccesso.
Durezza:
termine usato per indicare la concentrazione di calcio nell’acqua.
E
Eliofila:
pianta che predilige posizioni soleggiate (dal greco, elios = sole)
Epifita:
pianta che vive aggrappata ad un'altra pianta, usata come sostegno e non
per procurarsi nutrimento (Orchidee, Tillandsie, Carnivore, etc.)
Epigeo: parte
della pianta che sviluppa al di sopra del terreno.
Ermafrodita:
pianta nella quale coesistono gli organi sessuali, maschile e femminile.
Eziolamento:
patologia dovuta alla mancanza di luce; provoca la perdita di colore e
la deformazione delle foglie.
F
Fertilizzante:
qualunque sostanza in grado di migliorare la fertilità di un suolo,
mediante la concimazione, l’ammendamento e la correzione del pH.
Fitofarmaco:
medicinale per la cura delle piante (insetticida o anticrittogamico)Fittone:
grossa radice, che scende in senso opposto al tronco, avente funzione di
sostegno.
Floema: (o
libro) sezione del tronco e del ramo, nella quale si trovano i canali di
scorrimento della linfa elaborata.
Forzatura:
trattamento consistente nel tenere una pianta in ambiente riscaldato, al
fine di anticiparne la vegetazione.
Fosforo: uno
dei tre macroelementi, contenuti in tutti i concimi (Azoto, Fosforo,
Potassio). Il Fosforo favorisce lo sviluppo delle radici, la fioritura e
la fruttificazione.
Fotoperiodo:
durata del periodo di illuminazione diurna.
Fotosintesi:
processo mediante il quale le piante trasformano le sostanze inorganiche
(sali minerali) in sostanze organiche (tessuti vegetali).
Fumaggine:
fungo parassita riconoscibile dalla patina nera (simile a fuliggine) che
si forma sulle foglie.
Funghicida: (o
anticrittogamico) preparato specifico per la cura delle patologie dovute
all’infestazione di funghi parassiti (oidio, fumaggine, marciume, ecc).
G
Gamete:
ciascuna delle cellule sessuali maschili o femminili che negli animali e
nelle piante si fondono durante il processo di riproduzione sessuata.
Gemma:
protuberanza del ramo contenente i tessuti fogliari o fioriferi allo
stato embrionale (in genere, quelle “a legno” sono allungate, mentre,
quelle “a fiore” sono arrotondate).
Germinabilità:
capacità del seme di germinare. Germinazione: fase nella quale il seme
si apre ed inizia a produrre il germoglio e la radice.
Germoglio:
sviluppo della gemma (o del seme) in ramo o foglia.
H
Habitat: luogo
specifico in cui la pianta vive e si riproduce naturalmente.
Humus:
fertilizzante ottenuto dalla decomposizione di sostanze organiche.
I
Ibrido:
essenza ottenuta dall’incrocio di piante della stessa specie, ma aventi
caratteri differenti.
Impollinazione:
fecondazione del fiore mediante il trasporto di polline da parte del
vento o degli insetti.
Innesto:
tecnica consistente nell’impianto di una gemma (o di un ramo, detto
marza) di una pianta su di un’altra, diversa ma compatibile.
Insetticida:
preparato specifico per la difesa dalle infestazioni di insetti
parassiti.
Internodo:
spazio che intercorre tra due nodi, sul ramo o sul tronco .
J
Jin: estremità morta di un ramo, sbiancata dagli eventi
amosferici, oppure artificialmente per mezzo dell’apposito liquido.
L
Larva: secondo
stadio di sviluppo degli insetti; quando iniziano a muoversi ed ancora
non sono provvisti di ali.
Latente:
dicasi di gemme dormienti, spesso invisibili, che germogliano solo in
caso di stimolazioni esterne (potatura dell’apice del ramo sul quale si
trovano, trattamenti con vitamina B, ecc.)
Latifoglia:
pianta con foglie larghe, sia caduche, sia sempreverdi.
Legnoso:
ramoscello che ha perso la consistenza erbacea e si è indurito.
Lenticella:
microscopico poro, attraverso il quale avviene la respirazione dei
tessuti della corteccia.
Letto di semina:
terreno preparato per la messa a dimora di semi o talee; può essere
riscaldato con una resistenza elettrica per aumentarne l’efficacia
(letto caldo).
Libro:
(o floema) sezione del tronco e del ramo, nella quale si trovano i
canali di scorrimento della linfa elaborata.
Linfa: il
“sangue” delle piante. Si presenta in due forme distinte: grezza, quella
che sale dalle radici trasportando i sali minerali prelevati dal
terreno; elaborata, quella che dalle foglie torna alle radici,
trasportando i prodotti ottenuti dalla fotosintesi.
Liquido jin:
solfato di calcio (calce + zolfo). Serve a proteggere il legno morto
dalla putrefazione. Alla dose di 1-30 (una parte di liquido in trenta
parti di acqua) è un ottimo antiparassitario, da utilizzare nella
stagione invernale, contro acari, insetti e funghi patogeni.
Lobata: foglia
divisa in più parti da incisioni laterali.
Losa: lastra
di roccia usata per la realizzazione di boschetti.
M
Macroelementi:
elementi fondamentali per la nutrizione delle piante (azoto, fosforo e
potassio) presenti in dosi variabili nei concimi.
Marciume radicale:
patologia delle radici che imputridiscono a causa del ristagno d’acqua.
Margotta:
metodo di propagazione consistente nello stimolare la produzione di
radici dal tronco o da un ramo.
Marza: rametto
(o porzione di ramo) di una pianta che si vuol propagare tramite la
tecnica dell’innesto.
Micosi:
malattia provocata da funghi parassiti (oidio, fumaggine, ecc.).
Microelementi:
elementi nutritivi (ferro, rame, boro, ecc.) indispensabili per il
corretto sviluppo delle piante, sia pur in dosi minime.
Monoico:
pianta che produce fiori provvisti di organi sessuali maschili e
femminili insieme. Opposto a Dioico: che presenta caratteristiche
sessuali uniche.
N
Nebari:
insieme delle radici alla base del tronco; un nebari pregevole è
costituito da radici che escono a raggiera.
Neutro: dicasi
di terreno avente un pH pari a 7 (né acido, né basico).
Nodo:
rigonfiamento del ramo dal quale spuntano le gemme.
NPK: simbolo
dei macroelementi (azoto, fosforo e potassio). Viene usato per definire
la percentuale degli stessi presente in un concime.
O
Ormoni: sostanze contenute nei prodotti radicanti ed in certe
paste cicatrizzanti, utili ad accelerare i processi di tali prodotti.
Occhio: lo
stesso che “gemma”.
Oidio: anche
detto “mal bianco”. Fungo parassita riconoscibile dalla patina bianca
fariginosa che si forma sulle foglie.
P
Pacciamatura:
copertura con foglie o altro materiale, effettuata alla base del tronco,
al fine di proteggere la pianta dagli sbalzi di temperatura.
ph: misura dell’acidità del terreno (in genere, il valore ottimale pari
o leggermente inferiore a 7)
Pianta accessoria:
piccola pianta, inserita a scopo ornamentale nello stesso contenitore
del bonsai.
Pianta di compagnia:
piccola pianta, in genere erbacea, che viene disposta accanto al bonsai,
in un suo contenitore separato.
Picciolo:
tessuto, in genere filiforme, che unisce la foglia al ramo.
Pizzicatura:
eliminazione dei germogli mediante l’uso dell’indice e del pollice (in
genere, si usa nella cimatura dei ginepri).
Pollone: ramo
che ha origine dalla base del tronco; in genere, va eliminato per
evitare che sottragga energia alla chioma.
Portainnesto:
sistema radicale e parte di fusto sul quale viene innestata la marza.
Portamento:
tendenza di sviluppo specifica di una pianta (es: eretto, prostrato,
sarmentoso, ecc.)
Potassio: uno
dei tre macroelementi, (Azoto, Fosforo e Potassio). Il potassio
conferisce vigore e robustezza ai tessuti, aumentando la resistenza alle
avversità, sia parassitarie, sia metereologiche. Inoltre, aumenta la
colorazione dei fiori e dei frutti.
Potatura delle radici:
operazione da effettuare durante il rinvaso, allo scopo di stimolare la
crescita di un nuovo apparato radicale.
Propaggine:
tecnica di riproduzione consistente nel sotterrare un ramo, il quale
viene separato dalla pianta dopo che ha prodotto le radici.
Pubescente:
foglia, o ramo, ricoperto da una fitta e corta peluria.
Q Quiescenza:
periodo di stasi vegetativa, in genere corrispondente con la stagione
fredda.
R Racemo:
tipo di infiorescenza a grappolo.
Rinvaso:
operazione periodica (si effettua in media ogni 2 anni) consistente
nell’estrazione del bonsai dal vaso, con potatura delle radici e rinnovo
del terreno di coltura.
Rizoma: fusto
che si viluppa sotto, o a fior di terra.
Rustica:
dicasi di pianta particolarmente resisistente alle avversità
atmosferiche.
S Sarmentoso:
portamento strisciante tipico delle piante rampicanti.
Semipersistente:
dicasi di fogliame che cade solamente nel caso di inverni
particolarmente freddi; altrimenti, rimane sempreverde.
Sempreverde:
pianta che mantiene il fogliame tutto l’anno.
Sessile:
organo vegetale (fiore, foglia, ecc.) privo di picciolo.
Shari:
scortecciatura longitudinale di una parte del tronco, creata
per simboleggiare il colpo di un fulmine, la rottura di un ramo, gli
effetti di un incendio, ecc.
Simbiosi:
associazione di due piante di specie diversa che si favoriscono
vicendevolmente.
Sistemico:
antiparassitario (insetticida o anticrittogamico) che entra in circolo
nei canali linfatici della pianta, difendendola dall’interno.
Sostituzione dell’apice:
tecnica utile a ridurre l’altezza del bonsai; si effettua asportando la
cima del bonsai e piegando in verticale un ramo, che ne assumera la
funzione.
Stame: organo
sessuale maschile posto all’interno del fiore. In genere si presenta
come un lungo filamento, sul quale è posto il sacco apicale contenente
il polline
Stomi:
piccolissime aperture, collocate nella pagina inferiore delle foglie,
che permettono la traspirazione delle foglie stesse.
Stratificazione:
tecnica di preparazione delle sementi, atta a facilitarne la
germinazione. Consiste nell’alternare i semi a strati di sabbia (o altro
materiale) collocando il tutto al freddo invernale o in frigorifero.
Succhione:
ramo a veloce accrescimento che, in genere, spunta dalla base degli
alberi; va eliminato al suo apparire, per evitare che sottragga
nutrimento al bonsai.
Succulenta:
pianta con foglie e rami carnosi, in grado di trattenere una notevole
quantità d’acqua.
Suiseki:
pietre raccolte in natura che, per la loro forma, hanno il potere di
evocare immagini, animali e oggetti riscontrabili nella natura stessa.
Vengono utilizzate per accompagnare i bonsai, o per essere esposte da
sole.
T Talea:
parte di ramo utilizzata per la riproduzione.
Tessitura:
riguardo il terreno, indica la grandezza degli elementi che lo
compongono.
Tokonoma:
spazio dedicato all’esposizione dei bonsai, scroll o composizioni di
ikebana.
Topiaria:
tecnica di modellatura, effettuata mediante potatura, volta a creare
forme ben definite.
Torba:
tecnicamente “carbone di erba”. serve ad aumentare la ritenzione idrica
nei terricci.
Tugmento:
involucro, in genere impermeabile, che ricopre il seme.
U Ustione:
danno causato ai tessuti vegetali, provocato da una eccessiva
esposizione al sole o da una concimazione esagerata.
V Variegate:
foglie che presentano macchie o striature di colore diverso da quello di
base.
Virosi:
malattia provocata da virus.
Y Yamadori:
pianta raccolta in natura.
Z Zolfo:
elemento chimico utilizzato per la lotta contro l’Oidio (mal bianco).
Utile anche per abbassare il ph del terriccio.
Zolla: detto
anche “pane”. Massa di terra e radici, presente alla base del tronco di
una pianta estratta dal vaso.
X Xilema:
parte legnosa del tronco, nel quale scorre la linfa grezza (dalle radici
verso la chioma.
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Acer Palmatum
Acero-Aceraceae
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Foto Bonsai Italia
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Generalità: pianta molto usata in
Giappone come bonsai, originaria dell'Asia, in natura può raggiungere i
9-10 metri di altezza; presenta chioma conica, molto fitta, con foglie a
5-7 lobi, verde chiaro, che in autunno si colorano di rosso-arancio.
Molto decorativa, presenta alcune difficoltà di coltivazione, essendo
abbastanza delicata, comunque può essere coltivata anche da un
principiante che si voglia cimentare con un piccolo esemplare.
Potature: si eseguono alla
ripresa della vegetazione, in primavera, e alla fine, in autunno; in
estate si cimano e germogli lasciando due-tre foglie. Gli esemplari sani
possono essere defogliati a maggio per favorire la diminuzione della
dimensione delle foglie. Il filo metallico si può applicare durante
tutto l'anno.
Esposizione: l'acero è una
pianta abbastanza delicata che necessita di posizioni luminose, ma
lontane dai raggi del sole e dal vento. In estate, quando il clima è
particolarmente caldo, è bene ombreggiarla; in inverno si protegge il
vaso e le radici con del tessuto-non-tessuto nei giorni più rigidi.
Annaffiature: è bene annaffiare
spesso, senza eccedere in quantità; in estate prestare attenzione a non
far seccare troppo il terreno, perchè l'acero teme molto la
siccità. Aggiungere del concime per bonsai ogni 10-15 giorni, da marzo a
settembre, all'acqua delle annaffiature.
Terreno: ama terreni abbastanza
argillosi, ben drenati, tendenti piuttosto all'acidità che
all'alcalinità. Una composta ideale si può ottenere mescolando due parti
di torba, una parte di sabbia e tre parti di argilla. E' opportuno
rinvasare gli esemplari giovani ogni anno, a fine inverno, per
permettere un'ottimale ripresa vegetativa. Gli esemplari adulti possono
essere rinvasati anche ogni tre anni.

Foto
Bonsai Italia
Moltiplicazione: si può
effettuare seminando i frutti in primavera, mantenendo il terreno umido
fino alla germinazione, le piantine si rinvasano l'anno successivo. In
primavera si possono prelevare talee di circa cinque centimetri, da far
radicare in un miscuglio di sabbia e torba in parti uguali.
Parassiti e malattie:
è una pianta poco soggetta all'attacco di parassiti e malattie. Talvolta
può essere colpita da Gli
esemplari molto giovani, soprattutto se posti in luoghi poco soleggiati,
temono il